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Viving – L’inizio di una eredita’ destinata a durare e crescere nel tempo

Viving – L’inizio di una eredita’ destinata a durare e crescere nel tempo

Poche settimane fa abbiamo ufficialmente messo un’altro tassello fondamentale nel puzzle che rappresentara’ la nostra splendinda Vivi per gli anni a venire.

Siamo andati in Kenya per qualche giorno ad inaugurare l’asilo nilo dedicato a Virginia a Dandora, uno dei piu’ difficili slums di Nairobi e forse dell’Africa stessa.

Questa scuola e questa associazione erano molto care alla nostra Vivi, lei era stata li’ per 3 mesi a scrivere la sua tesi ed aveva aiutato a far nascere e crescere questo progetto.

Dandora e’ caratterizzata dalla presenza di una grandissima discarica (la piu’ grande del paese) che influenza le dinamiche di vita di tutto lo slum. Infatti, sin da bambini, tutti passano la maggioranza del loro tempo a raccogliere rifiuti (a mani e piedi nudi) per poterli poi rivendere per qualche centisimo e sopravvivere un giorno in piu’ in quell’inferno. Proprio per questo la onlus Italiana “Alice for Children” ha deciso di investire in un progetto in questa area, cosi’ da poter levare (per lo meno fino al pomeriggio) questi bambini dalla discarica.

Essere di fronte alla scuola intitolata a Virginia e vedere decine di bambini sorridere li’ accanto ci ha fatto sentire vicini a lei e capire ancora di piu’ il perche’ di tutto quello che ha fatto e abbiamo quindi preso spunto riflettere su quello che abbiamo visto…:

  • Persone che vivono in realta’ difficilissime, dove avere una ciotola di riso e’ una grazia divina, ma che non si lamentano e cercano di sorridere insieme e di gioire della presenza di persone che vengono da tutto il mondo per aiutarle anche se solo per giocare o parlare con loro qualche giorno.
  • Bambini che nonostante tutte le loro sfortune rimangono uguali ai bambini a cui siamo abituati noi: dolci, sorridenti e con la sola voglia di ricevere affetto e giocare con noi
  • Madri sole che cercano di fare di tutto pur di garantire ai figli un pasto caldo e un letto (generalmente uno per tuta la famiglia…) dove dormire che ti guardano negli occhi e ti ringraziano per donare abbastanza da far andare a scuola i figli e forse assicurargli un futuro milgiore.
  • Volontari (italiani e locali, tutti parte della stessa missione) che decidono di mettere da parte una carriera fatta di soldi e grossi nomi per poter avere un impatto molto piu’ permanente nella vita di decine, anzi centinaia, di persone che soffrono solo perche’ hanno avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato.

…e quindi abbiamo riflettuto e capito:

  • Aiutare il prossimo e’ un gesto che dovrebbe essere un dovere di tutti noi “privilegiati” che abbiamo la fortuna di svegliarci la mattina e doverci solo chiedere cosa mangiare per cena o dove andare a bere una cosa la sera…pero’ purtroppo ancora cosi non e’. La realta’ e’ che fare del bene, anche solo guardandolo egoisticamente, fa del bene a noi stessi e dovrebbe essere quindi nel nostro interesse farlo il piu’ possibile.
  • A volte dedicare tempo (piu’ che soldi) ha un impatto ancora piu’ grande nella vita delle persone percio’ forse non bisogna continuare a convincersi che donare sia sempre meglio di fare i volontari.
  • Anche fare / dare poco e’ meglio di niente: spesso si sente dire che non ha senso fare del volontariato, perche’ si potrebbe dedicare solo poco tempo (o soldi) – ERRATO!. Il mare e’ composto da tante piccole gocce d’acqua.

Take action in questo caso per noi vuole dire che fare del volontariato (nel quartiere, in Italia, in Africa o dove volete) e’ uno dei doveri civici di noi persone fortunate e che, anche se solo per sentirci meglio e avere la sensazione di avere contribuito a fare del bene, lo dovremmo cercare di fare tutti di piu’.

Con affetto,

Viving