Viving

Diventa parte del Cambiamento

Una Buzz lightyear con l’animo da Viver: Flaminia

Una Buzz lightyear con l’animo da Viver: Flaminia

Sono Flaminia, ho vent’anni e questa sono io a diciotto anni vestita da razzo mentre cerco di spiegare ai ragazzi di cui sono animatrice che il motivo del mio outfit è l’aver scelto di studiare ingegneria aereospaziale all’università. Prima della Sapienza ho frequentato il San Leone Magno, una delle scuole cristiane nel mondo, gestita dai Fratelli Maristi: una congregazione che si dedica all’educazione dei giovani tanto dal punto di vista scolastico quanto dal punto di vista umano, coinvolgendoli in proposte che vanno dalla raccolta fondi a quella di sangue. La mia famiglia (a partire dai nonni, continuando con zii, genitori e cugini vari) è profondamente coinvolta in tali attività, e io mi sono ritrovata ad avere una seconda casa senza neppure accorgermene. Dall’ormai lontano terzo anno di liceo sono animatrice di ragazzi dalla prima alla terza media e l’educazione dei giovani alla cultura dell’amore per il prossimo è certamente uno dei pilastri che sorreggono la mia vita. Ci tenevo a “narrare le mie gesta” per spiegare come sono entrata in contatto con Viving; durante la prima quarantena la mia scuola si é trovata a dover assistere un numero sempre maggiore di persone in difficoltà, con l’ulteriore ostacolo di dover far arrivare l’aiuto direttamente nelle loro case. Grazie all’amicizia con Claudia siamo entrati in diretto contatto con i Vivers che, con disponibilità e sorrisi, hanno messo in piedi un grandioso sistema di consegne. Indagando, ho scoperto una comunità piena di colori e sfumature, principi e ideali, in cui ho avuto il piacere di riconoscermi. L’educazione a una consapevolezza di sé a 360°, partendo dai piccoli gesti quotidiani, credo sia ciò che ci permette realmente di vivere in comunione con il prossimo e con il pianeta che ci ospita. In questo, che fino ad ora è stato un semplice rapporto a distanza, ho trovato la voglia di fare un passo avanti, e spero sinceramente di riuscire a diventare uno strumento utile nei tanti progetti a cui, per ora, ho il piacere di assistere e che sostengo indirettamente