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Work at home: una nuova dimensione di benessere e nuovi atteggiamenti dei consumatori

Work at home: una nuova dimensione di benessere e nuovi atteggiamenti dei consumatori

La più importante di tutte le politiche pubbliche messa in atto durante la pandemia del Coronavirus è la “distanza sociale”. Questa politica ha portato come conseguenze l’obbligo di lavorare da casa ove possibile. Dall’altro canto ha creato molte difficoltà per chi il lavoro lo svolge inevitabilmente di persona e non attraverso l’ausilio di strumenti
di telecomunicazione. Ma analizziamo questa politica dai diversi punti di vista e i differenti effetti sugli individui. Negli ultimi mesi sono stati formulati molti programmi assistenziali ma un’idea chiara di come siano distribuite e quanto variegate siano le occupazioni tra gli individui ancora non è stata formalizzata. Per capire, quanto lo smart-working sia al caso tuo, ti chiedo di rispondere alla seguente breve survey, questo ti aiuterà a posizionarti e darti una visione chiara delle caratteristiche della tua occupazione.

Sei Pronto, iniziamo!
Nel tuo lavoro:
1.Utilizzi la posta elettronica meno di una volta al mese?
2. Lavori all’aperto ogni giorno?
3.Trascorri la maggior parte del tempo indossando abiti comuni o specializzati per
equipaggiamento protettivo o di sicurezza?
4.Trascorri la maggior parte del tempo camminando o correndo?
5.Il funzionamento di veicoli, dispositivi meccanizzati o attrezzature è molto
importante?
6.È molto importante esibirsi o lavorare direttamente con il pubblico per te?
7.La riparazione e la manutenzione delle attrezzature meccaniche o elettroniche è molto
importante per te?

Se hai risposto alla maggior parte delle risposte SI probabilmente lavori nella sanità o nel settore delle costruzioni o lavori la terra e per te lo smart working non è stato di alcun beneficio. Queste tipologie di lavoro con alto grado di prossimità fisica e basso livello di lavoro da casa infatti non hanno purtroppo beneficiato dell’avvento dello smart working.


Al contrario se non ti ritrovi in alcun modo nelle domande del questionario, il work at home ti ha permesso di entrare in una nuova dimensione di benessere. La motivazione principale: un maggior grado di libertà. La possibilità di scegliere da dove lavorare e come, ha cambiato gli stereotipi del lavoro tradizionale. Lavorare dove e come vogliamo senza vincoli di spazi contribuisce ed asseconda il nostro bisogno di libertà, benessere psico-fisico e creatività.

Ma facciamo delle considerazioni più approfondite, durante il periodo di lock-down abbiamo assistito ad un drastico decremento dei livelli di inquinamento e del traffico mattutino quindi un miglioramento dell’impronta ecologica globale ma la conquista a lungo termine dovrebbe anche essere quella di raggiungere una dimensione di benessere generale. Come avere la possibilità di scegliere di allontanarsi dalle città metropolitane per rifugiarsi in angoli più verdi dell’Italia, per ritrovare il contatto con la natura e con uno stile di vita più sostenibile o essere in continuo movimento in viaggio, su un camper o in macchina per conoscere nuove persone, culture o ammirare nuovi orizzonti.

Tuttavia, lo smart working presenta ancora numerosi dubbi. Infatti, è ancora ampio e discusso il dibattito sulle performance legate al lavoro da casa. Il Politecnico di Milano ha attestato un incremento di produttività per un lavoratore in smartworking “maturo”, cioè ben organizzato e consolidato nel tempo, intorno al 15% ma è ancora prematuro, dal mio punto di vista, pronunciarsi sul tema.

Più certo e altrettanto interessante è quanto emerge da una survey condotte da Accenture Research che ha sviluppato lo studio con metodologia CAWI, su un campione nazionale di 1000 individui, rappresentativo della popolazione italiana in termini di età, genere e distribuzione geografica. Dalla survey è emerso che il 66% dei dipendenti si dice soddisfatto dello smart working e il 51% è interessato a lavorare da casa in futuro ma a patto che le aziende investano per potare a «scala» il lavoro remoto.

Ma soprattutto, la Survey configura nuovi atteggiamenti e comportamenti da parte degli italiani. Come mostra la tabella, gli italiani acquistano in modo più consapevole per limitare gli

sprechi, stanno diventando più consci dei consumi energetici e acquistano prodotti più rispettosi dell’ambiente ed etici.

Da una prima analisi e un breve periodo di prova possiamo dire che il work at home ci sembra essere un’onda da cavalcare. La differenza a lungo termine la faranno il consolidamento delle modalità, i livelli di produttività lavorativa ad esso associati, un adeguato set di strumenti da

lavoro e delle buone tecniche di team building per non perdere il contatto con gli altri e l’affiatamento del team. Per ora, lo smart working sembra alla maggior parte della popolazione italiana, un interessante approccio al futuro. Ma soprattutto, la Survey configura nuovi atteggiamenti e comportamenti da parte degli italiani. Come mostra la tabella, gli italiani acquistano in modo più consapevole per limitare gli sprechi, stanno diventando più consci dei consumi energetici e acquistano prodotti più rispettosi dell’ambiente ed etici.